Sono pienamente consapevole che le mie affermazioni in questa sezione sono piuttosto banali, ma ciò non significa che siano necessariamente inutili o peggio ancora false. Inoltre scrivo questo testo principalmente per me stesso e per dare un ordine mentale alle mie idee.
Domani 6 aprile 2026 compirò 20 anni, ciò significa che molto probabilmente il 25%1 della mia vita è già trascorso. In questo esatto momento 4.02 ho iniziato scrivere sentendo la canzone "The Autumn Leaves"2.
Tornando a noi ciò significa che mi rimangono a disposizione più o meno altri 3 slot di tempo lunghi come quello che è appena passato da vivere, poi sarà tutto finito.
Potrei dire tranquillamente (e magari passarla liscia con i miei amici meno polemici) che negli ultimi mesi non ho combinato niente, che nella mia vita non ho mai raggiunto niente di significativo e che quindi devo cambiare, o che magari i social mi hanno bruciato il cervello e che quindi per colpa loro non riesco a compiere nulla,.. e tante altre belle cose, ma non ho più 16 anni, la mia fase David Goggins3 è sfortunatamente terminata, o meglio questo pensiero ha perso la sua credibilità e dunque tutta l’aura che lo avvolgeva. Dunque sarebbe un approccio troppo semplicistico dire che il non aver studiato o il non essermi allenato è peggio di essermi riposato o aver scrollato per 18 ore al giorno, dato che potenzialmente ogni azione è priva di significato4.
A questo punto, magari, potrei citare il più antico esempio di nichilismo: "Vanitas vanitatum, omnia vanitas"5.
Ora ho fatto la mia bella figura quindi fidanzata immaginaria scopiamo, comunque ecco per un ateo come me questa affermazione dovrebbe essere spaventosa, però ripensandoci bene il fatto di non avere uno scopo ci rende liberi6 (cosa che in realtà a noi umani spaventa, per quanto ci piaccia glorificare la libertà, a noi farebbe piuttosto comodo avere almeno un capo, la ricerca di una religione ne è la prova ancestrale) di scegliercelo, anche se so che non è la situazione più convincente del mondo, bello da dire ma poco pratico. Sfortunatamente non sono così sveglio da poter trovare un significato pratico.
Io ho scelto una via7 a caso, quella che mi pareva la più affine con le mie inclinazioni e con i condizionamenti della società che mi sono paradossalmente in parte (parte non troppo piccola) rimasti e che richiederebbero troppo tempo per essere combattuti rispetto al beneficio che ne trarrei, riassumibili con i concetti ben esposti in "So good they can’t ignore you"8. La mia via è quella di vivere di sfide, ora è lo studio dell’informatica universitario tenendo una buona salute ed una buona estetica, tra 10 anni non so quale sarà la sfida. Comunque tutte queste parole sono un bel modo rassicurante per evitare il mio dovere ulteriormente, e sentirmi in pace con me stesso perché sfoggiando la mia erudizione potrò sentirmi a posto ma non è questo lo scopo. Lo scopo è quello di scrivere ciò che ho fatto oggi e dire come potrei migliorare per raggiungere il mio scopo.
Oggi non ho fatto nulla per raggiungere la mia via, penso che la chiave per comprendere la mia serie di insuccessi sia la mia conclamata irresponsabilità a cui devo porre rimedio.
| Ora | Fatto | Soluzione |
|---|---|---|
| 10.00 | Mi sono svegliato, ho preso il telefono e concluso la mia ricerca sulla città di Sodoma9 | La ovvia soluzione è avere la disciplina la sera di non leggere nulla che non sia inerente all’informatica. |
| 13.00 | Ho finito di leggere perché mi addormentavo mentre leggevo | Aprire le serrande e soluzione di sopra, magari prima di andare a dormire sarebbe utile pensare alla giornata passata e pensare al programma del giorno dopo |
| Ora | Fatto | Soluzione |
|---|---|---|
| 14.00 | Ho finito di mangiare | // |
| 15.00 | Ho continuato la mia fuga dalle responsabilità fino alle 18.00 leggendo la vita di vari santi, ed una bella affermazione di Rousseau che faceva un qualcosa del tipo: “Chi dice che i vangeli raccontino falsità non ha la più pallida idea di come si raccontino delle falsità.”, e aspettare che la mia fidanzata immaginaria rispondesse ai miei messaggi, è sempre bello scappare in due | Non scappare dal mio dovere, alla fine il mio non è altro che scappare dal dovere. Inoltre non permettermi di leggere in maniera più distratta rispetto allo studio, questo non è sano |
| Ora | Fatto | Soluzione |
|---|---|---|
| 20.00 | Ho fatto giri per mia madre fino alle 21.30 dato che si è fatta male | // |
| 22.00 | Ho mangiato, suonato e parlato con la mia fidanzata immaginaria | Non ho grandi soluzioni |
La conclusione è che devo prendermi le mie responsabilità, da studente, da persona e da fidanzato, posso isolarmi quanto voglio, togliere play store vari, browser, queste sono soluzioni contingenti, ma non funzioneranno nel lungo periodo se non risolvo la mia irresponsabilità in modo attivo impiegando tutta la forza di volontà che ho anche se questa è poca, se credessi in un Dio antropomorfo spererei in un aiuto, ma ecco, questo andrebbe in antitesi col vivere una vita con un obiettivo materiale, quindi posso fare affidamento sostanzialmente sulla mia forza di volontà, e improbabilmente farcela.
Le probabilità che io ci riesca a 20 anni non sono altissime, anzi, però ci provo affinché "Sia mai detto che io mi perdo una battaglia persa"10.
Su una vita media di circa 80 anni.↩︎
Non l’avevo mai sentita, ne conoscevo un arrangiamento magnifico di Lucas Brar, a cui mi ero ispirato per un arrangiamento di "Fly Me To The Moon", comunque è ironico sentire una canzone del genere, casualmente, in un momento di nostalgia per il tempo che è passato, soprattutto perché io non sento musica mentre studio o penso, che casualità.↩︎
Ex Navy SEAL e maratoneta americano noto per le sue imprese fisiche straordinarie in particolare per la sua disciplina e per la sofferenza (sofferenza nella quale Goggins trova significato, senza questa è perso) che spende nel compierle, uno stoicismo alla "Marco Aurelio" in salsa tutta americana.↩︎
Cercare su Treccani o qualsiasi dizionario nichilismo basta e avanza.↩︎
"Vanità delle vanità, tutto è vanità". Frase con cui Qohelet conclude il 12° ed ultimo capitolo del libro biblico del Qohelet (durante una discussione dialettica tipica degli ebrei, millenni prima che quello sbruffone di Hegel decise di appropiarsene.) In questa discussione Qohelet conclude che tutto alla fine non è altro che vanità (vanità inteso come vano) sia il bene che il male, e che l’unica risposta paradossalmente la si trova nella morte, il messaggio che Qohelet vuole trasmettere è quello di fidarci del padre eterno, perché tutto ciò che è materiale è vano.↩︎
Mi pare di aver letto da qualche parte forse su Reddit che Nietzsche sostenga una tesi del genere, è in linea con quello che ricordo di Nietzche, ma non ho voglia di fare una ricerca scrupolosa quindi lascio l’incombenza al lettore come esercizio xd.↩︎
Citazione kierkegaardiana, alle sue tre vie, anche se so che Kierkegaard si rivolterà nella tomba udendo quello che sostengo↩︎
Bel libro di Cal Newport riguardante la scelta della carriera lavorativa.↩︎
Storia veramente interessante, in particolare il personaggio di Lot, se ti interessasse leggi Wikipedia e le varie pagine linkate↩︎
M. Boldrin frase pronunciata ai comizi politici di Ora, in riferimento alla situazione economica italiana, "che io mi perdo" si può pronunciare in questo caso dato che si vuole esprimere perdere come una certezza ma è una zona grigia grammaticale io avrei detto che io mi perda ma va bene così.↩︎